Se hai una tagliacuci con la funzione punto copertura, probabilmente te la sei trovata davanti senza sapere bene cosa farsene.
È uno di quei punti che non si spiega bene a parole, bisogna vederlo, toccarlo, capire quando e perché usarlo.
Oggi te lo racconto con qualche esempio pratico che ti chiarirà le idee una volta per tutte.
Cos'è il punto copertura
Il punto copertura (in inglese coverstitch) è un punto che unisce due o più strati di tessuto con una cucitura piatta, elastica e visivamente pulita su entrambi i lati. Sulla parte superiore si vedono due o tre file di punti paralleli, come quelli che trovi sulle magliette sportive o sulle cuciture delle t-shirt. Sul rovescio, una catenella che garantisce elasticità e resistenza.
È il punto che usano i produttori di abbigliamento sportivo, i confezionisti di jersey e chiunque lavori con tessuti elastici che devono rimanere tali anche dopo la cucitura.
Se hai mai visto un orlo di polo o di leggings che non si rompe e non cede, quasi certamente è stato fatto con il punto copertura.
La differenza con la tagliacuci normale
Questo è il punto dove molti si confondono. La tagliacuci taglia e rifila i bordi, fa la cucitura laterale, tiene insieme i pezzi. Il punto copertura fa una cosa diversa: rifinisce e unisce con una cucitura piatta e visibile, senza tagliare nulla. Sono due operazioni complementari, non alternative.
Alcune macchine fanno entrambe le cose, si chiamano tagliacuci con coverstitch integrato, o "5 in 1". Altre sono dedicate esclusivamente al punto copertura. La scelta dipende da quanto usi entrambe le funzioni e da quanto spazio hai in laboratorio.
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Quando si usa il punto copertura
Ci sono situazioni in cui il punto copertura è la scelta giusta, e situazioni in cui non serve.
Si usa per:
- Orli di magliette, felpe, leggings e abbigliamento sportivo, tessuti che si stirano e devono mantenere l'elasticità anche dopo cento lavaggi
- Bande elastiche, scolli e polsini
- Inserti decorativi in rilievo
- Qualsiasi cucitura che deve risultare piatta, pulita e professionale su entrambi i lati
Non serve per:
- Cuciture strutturali o laterali dei capi
- Tessuti rigidi come denim pesante o lino
- Lavorazioni dove serve tagliare e rifilare il bordo, in quei casi la tagliacuci tradizionale è la scelta giusta
Quanti aghi e quanti fili
Il punto copertura si fa con 2 o 3 aghi e una o due guide filo inferiori.
- 2 aghi: due file di punti paralleli • il più comune, usato per orli e rifiniture semplici
- 3 aghi: tre file di punti, più robusto • preferito in ambito professionale per tessuti tecnici o abbigliamento sportivo di qualità
Le macchine entry level spesso fanno solo il 2 aghi. Quelle più complete offrono entrambe le opzioni. Se lavorate principalmente su abbigliamento sportivo o tecnico, il 3 aghi vi darà risultati migliori.
Le regolazioni che fanno la differenza
La tensione dei fili è la regolazione più critica: troppa tensione e il punto stringe il tessuto, perde elasticità, rischia di spezzarsi. Troppo poca e il punto è lasco, si sfilaccia, non tiene. Ogni tessuto vuole la sua tensione e la si trova solo con qualche prova.
Il trasporto differenziale, se presente, è fondamentale sui tessuti elastici: evita che il jersey si allunghi durante la cucitura e garantisce un orlo uniforme senza arricciature. Su una macchina senza differenziale, lavorare il jersey è molto più difficile e i risultati sono spesso deludenti.
Vale la pena avere una macchina dedicata?
Dipende da quanto lavorate con i tessuti elastici.
Se fate principalmente abiti in tessuto rigido, una giacca ogni tanto, qualche pantalone — probabilmente no. Il punto copertura vi servirà raramente e non giustifica l'investimento di una macchina dedicata.
Se invece lavorate spesso su jersey, abbigliamento sportivo, o fate riparazioni e modifiche su capi elastici, allora sì, ha senso. Una buona macchina da punto copertura vi fa risparmiare tempo, migliora il risultato finale e vi apre possibilità creative che con la macchina normale non avete.
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Il consiglio di Gianluca
Se avete già una tagliacuci e lavorate spesso su tessuti elastici, il passo successivo naturale è una macchina per punto copertura.
Se state ancora valutando il primo acquisto, considerate una 5 in 1 che fa entrambe le cose: è una soluzione pratica, occupa meno spazio e copre la maggior parte delle esigenze di chi lavora sia su tessuti rigidi che elastici.
Come sempre, la cosa migliore è vedere le macchine dal vivo e fare una prova sul vostro tessuto. Passate in negozio a Torino, vi mostro come funziona dal vivo e valutiamo insieme se è la macchina giusta per quello che fate.
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